Res novae



Il mio animo trabocca
d’amore tanto a lungo sopito.
Dolce, allegro, gaio cuore
ti svegli dopo il lungo inverno
e pieno di stupore
innamorato ancora ti trovi?
Forse dormiente nell’attesa
avevi scordato cosa vuol dire
amare?



Cuore mio,
diviso in pezzi tanti e vani,
vaghi errabondo
in questo limbo di dolore
in questa farsa luccicante
in questo oceano di angosce.
Quando giungerai infine
alla tua casa
e poserai le tribolate ossa
nel riposo?
Allora solamente io chinerò il mio
capo davanti a te, cuore mio.



Giovane amore mio
quanta dolcezza è nel tuo viso.
Quanto sereno abbandono
è celato negli occhi tuoi scuri.
Cupi e ricciuti i tuoi capelli
di ragazzo si strofinano morbidi
contro il mio palmo.
Rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Da mi basia mille,

con la tua bocca rosata
con le tue labbra carnose.
Mani, giovani mani, stringetemi.
Di più non oso.
Il tuo candore non sia corrotto
dai desideri.



Com’è bello pensarti,
piccola felicità del mio cuore.
Nei miei sogni sei un angelo luminoso
e dietro le lenti i tuoi occhi ridono.
Gioia preziosa, sogno custodito,
sono gelosa di te, amore mio.
Non guardare le amiche,
non guardarle.
E’ tenero il tuo sguardo quando
incontra il mio
e il tuo sorriso ha rasserenato
la mente di una giovane donna.
Buonanotte, amore mio,
ci rivedremo questa notte
sotto gli occhi delle stelle lucenti.



Sono piccole perle lucenti
i tuoi occhi scuri
e io li guardo di giorno,
li sogno di notte.
Visiti i miei sogni e i miei desideri
come una stella cometa
che attraversa il mio universo
colorandolo con polvere iridescente
e poi fugge, veloce com’era arrivata.
Ti guardo nei piccoli frammenti di specchio
che la stella mi ha lasciato tra le mani:
ne resto incantata, anche se sono
solo un opaco riflesso di te.



Amore mio luminoso,
come limpida luce di novembre
rischiari il mio inverno,
riscaldi il mio cuore.
Come ho vissuto fino ad ora
senza di te?
Come un tiepido sole invernale
che scalda le foglie secche
e rende viva una giornata bigia.
Amor mio luminoso,
bello come il sole di novembre,
fresco come l’aria che pizzica
le mie guance,
i tuoi capelli hanno il colore
dei rami scuri contro il cielo terso,
nei tuoi occhi c’è la vita
chiara e cristallina di un rivo d’acqua gelida.
Sferzi il mio cuore caldo
con la brillantezza di un ghiacciolo
che pende da una grondaia.
Niente dolci primavere per noi,
ma il freddo e vivo inverno.



Solo un miserevole bacio
non mi hai concesso.
Perché?
Ridevi, principe giovane,
non sai il male che mi fai?
Non sai che non dormirò,
che penserò, piangerò…
per quel piccolo misero bacio?



Pendola che batte
il tempo stantio della mia mente.
Salgono sbuffi di polvere
dalle fodere sdrucite
di sofà anni ’50.
E’ una stanza vecchia,
dove le emozioni sono rimaste
troppo a lungo rinchiuse
per poter ancora dire qualcosa.
Stampe scolorite ornano
la carta da parati rosicchiata:
se le togli, sotto trovi un
quadrato pallido e inutile.
A che serve un simile mucchio
d’oggetti dimenticati?



Il mio cuore di donna
si è riscaldato dolcemente:
pian piano, a fuoco lento, con la tranquillità
delle parole, con la morbidezza dei sentimenti.
Le mie emozioni, i miei pensieri, crescono
come caldi maglioni nelle mie mani:
punto dopo punto, maglia dopo maglia.



Lacrime di sale,
lacrime di rabbia.
Rotolano come perle sulle mie
guance e incontrano le labbra.
Sono schegge d’anima
che volano, scalzate da
una lama sapiente.
Col bulino aguzzo mi perforate:
violate così quel che resta
della mia intimità.
Vedo dietro un vetro opalescente
la mia vita:
il passato che scorre,
il futuro che fugge.
Piena di incontri, piena di doni
-ricevuti e dati-, piena di vuoti.
Sono una pelle di serpente:
tutta secca, senza vita.
Sono la pula, portata nel cielo
dal vento.
Sono i petali secchi delle rose
per le innamorate:
l’amore è finito e le rose
sono appassite.
Noi però non le buttiamo.
Lasciamo che sia il tempo a
dissolverle.



Come il tuo nome
risuona nella mia mente;
come il tuo profumo torna
sempre ai miei sensi;
come la linea delle tue labbra
appare sempre nei miei occhi;
come i tuoi occhi trasparenti
sono impressi nel mio cuore.
Così forte, così radicato, così dedito
è il mio amore:
non solo nei sensi, nel cuore
o nella mente.
No, in tutta me stessa,
in ogni minimo grano della mia persona.




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